14 GIUGNO

Impianti compatti per piccole realtà agricole

Il Biogas è una delle componenti più importanti delle nuove energie.

E’ un combustibile composto da un mix di gas prodotti, in appositi digestori, dalla fermentazione degli scarti da attività agricole (biomassa), attraverso una conversione biologica: la digestione anaerobica.
Un processo, cioè, che si sviluppa in un ambiente privo di ossigeno.

Il componente più pregiato del biogas è il metano che può essere utilizzato, come fonte energetica, per produrre elettricità e calore tramite un cogeneratore oppure, dopo un processo di purificazione, anche in biometano.

Fino a tempi molto recenti i vantaggi di un impianto di biogas erano riservati a medi o grandi allevatori o a consorzi di essi.
Ora anche le piccole aziende, a partire da circa 60 vacche in lattazione, possono usufruire dei vantaggi di possedere un proprio micro impianto.
Per micro-impianto si intende un’installazione con potenza compresa entro i 100kWe.
La sostenibilità di questi impianti risulta essere molto più favorevole se si utilizzano solo, o per la maggior parte, le risorse proprie dell’azienda agricola, in cui i reflui zootecnici sono il substrato principale.
In passato risultava complicato raggiungere una redditività soddisfacente con impianti di potenza inferiore a 100 kW, ma oggi sono remunerativi anche digestori con potenze al di sotto dei 40 kW, prefabbricati in kit montabili, pronti addirittura in tre giorni.
In queste installazioni, tutta la componentistica tecnologica è alloggiata in un container pre-assemblato. In azienda è necessario solo predisporre una platea di cemento su cui appoggiare il kit, preparare lo scavo per la posa dei tubi di collegamento ed eseguire il cablaggio elettrico per la connessione alla rete.
Dopo la messa in servizio e l’avviamento, si può così, in tempi brevi, produrre energia e, di conseguenza, guadagnare.
Tutti i controlli sono gestiti in automatico e sono monitorati in remoto h24 secondo la filosofia per cui l’allevatore deve dedicarsi principalmente all’azienda e non alla gestione dell’impianto di biogas.
Il letame digerito viene poi sparso in campo come fertilizzante con odori ridotti, se non nulli, rispetto al letame non trattato, eliminando i costi di trasporto e di smaltimento.

L’allevatore ha così la possibilità di accedere alle tariffe statali per la produzione di energia elettrica, tagliando i costi della propria bolletta energetica grazie al calore e all’elettricità prodotta dal cogeneratore, disponibile per usi aziendali e domestici, riducendo il tempo di ritorno economico dell’investimento.

L’agricoltore/allevatore e la comunità in cui esso opera ottengono anche altri vantaggi importanti:
la riduzione delle emissioni evitando l’uso di combustibili fossili; la riduzione delle emissioni di metano e protossido di azoto dallo stoccaggio di letame; il risparmio dalla disponibilità di combustibili e fertilizzanti disponibili gratuitamente; la necessità di meno fertilizzanti chimici mantenendo le stesse rese produttive attraverso la gestione del digerito dovuta all’applicazione di questo al posto del letame; la creazione di nuovi posti di lavoro tra fornitori della tecnologia, installatori e tecnici.
Quando possibile, gli allevatori possono condividere il progetto con altre aziende zootecniche nelle vicinanze e/o stipulare accordi per utilizzare i loro reflui.

I micro digestori (o digestori compatti), sono una fonte di energia locale e quindi migliorano la sicurezza e la sostenibilità energetica, diminuendo al tempo stesso il carico sulla rete. 
Essi utilizzano principalmente letame, producendo energia e un fertilizzante. Questo aiuta gli agricoltori a raggiungere una maggiore autosufficienza e una più alta produttività.
Si riducono inoltre le emissioni di gas serra e di composti odorosi, poiché il letame è trattato prima dello stoccaggio. Per questa ragione il potenziale risparmio di emissione di gas serra è consistente.
Il metano è utilizzato come combustibile invece di essere rilasciato in atmosfera, dove ha un potenziale di riscaldamento globale 23 volte maggiore della CO2.
Le emissioni di metano rappresentano la seconda causa che determina il fenomeno del cambiamento climatico. Il CH4 è principalmente emesso dai bovini e dalle loro deiezioni. I micro-digestori con reflui zootecnici come substrato principale possono ridurre in maniera cospicua le emissioni di metano, trasformando i reflui in energia rinnovabile.

 

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